W2WAI
Benvenuto!
Accedi
o
registrati
.
Febbraio 09, 2010, 01:04:43
1 Hour
1 Day
1 Week
1 Month
Forever
Login with username, password and session length
Search:
Advanced search
SMF - Just Installed!
79
Posts in
28
Topics by
23
Members
Latest Member:
Angelo59
W2WAI
Iniziativa Agordina per un'Interfaccia che Abilita l'Utente (W2WAI)
ARGOMENTI e PROBLEMI di gestione di una Comunità Agordina Web/Territorio
INTERNET PER SALVARE LE MONTAGNE (di Giulio Fecchio)
« precedente
successivo »
Pages:
[
1
]
Author
Topic: INTERNET PER SALVARE LE MONTAGNE (di Giulio Fecchio) (Read 211 times)
Luigi Bertuzzi
Forum Test
Administrator
Newbie
Posts: 43
e-nonno Luigi
INTERNET PER SALVARE LE MONTAGNE (di Giulio Fecchio)
«
on:
Novembre 14, 2009, 11:58:00 »
Mar, 2009/11/03 - 23:39 — Jill (Giulio Fecchio) ha scritto:
Mi riallaccio alla questione posta da
Luca Pollazon
(anche sul
sito dei Digomaner
su Facebook), relativamente al fatto se internet possa aiutare a salvare le montagne e cosa si potrebbe organizzare per destare un pò di interesse attorno al
basso Agordino
, definito giustamente la cenerentola delle Dolomiti.
Ammetto di non conoscere da molto quei posti ma in un anno (ovvero da quando la mia famiglia ha preso una casetta a Frassenè) penso di essermi fatto una mia opinione a riguardo. Per il momento io qui dico una cosa: non è tanto importante cosa fare, piuttosto partecipare con entusiasmo e in massa. Ad esempio il
gruppo dei Digomaner
su Facebook conta 48 membri, quello di
Frassenè
ne fa 119: non tanti ok, ma di certo nemmeno pochi, tanto più considerando che
il comune di Voltago
fa 991 abitanti.
Luca lo sta facendo molto meglio di me, ma quel che da un pò io (nella pagina di Facebook di Frassenè) e lui, con cui sono in totale sintonia, stiamo cercando di trasmettere è che, per il bene di quei posti, ciò che più può esser d'aiuto è una partecipazione collettiva, è il non chiudersi, è al contrario l'aprirsi verso gli altri, fare sistema, considerare attentamente qualsiasi suggerimento o idea che abbia il comune denominatore di portare ad un maggior interesse verso località ahimè dimenticate ma dalle potenzialità immense.
Non importa che si sia abitanti di quei luoghi, o nativi, o semplici turisti o peggio occasionali visitatori: l'importante è essere uniti. Siamo in 48? Siamo in 119? Siamo in 900? Bene, ciò che conta è che, se davvero siamo affezionati a quei luoghi, si sia i più possibili ad esser ricettivi, a rispondere, a creare una base da cui partire per dare una scossa a posti altrimenti sopiti e che, per tante ragioni, hanno in un certo senso perso entusiasmo o la fiducia nel poter essere protagonisti del turismo dolomitico. E, al giorno d'oggi, cosa c'è di meglio di internet per riunire davanti ad un comune interesse il maggior numero di persone?
Secondo me è fondamentale che ci sia una maggiore consapevolezza e una maggiore partecipazione. Ci son tanti paesini montani abbandonati e trascurati, ma tanti non han quasi nulla da offrire. Il basso agordino invece ha tutto il diritto di dire la sua, l'importante è crederci e soprattutto lavorare assieme per raggiungere degli obiettivi. Tutta quella zona è, nel bene e nel male, succube della Luxottica. Può questo garantire un futuro?
Io credo di no, servono delle alternative, serve maggiore lungimiranza, serve una gestione comune delle risorse fatta sul lungo periodo. Luca già lo sa, io penso che i paesi attorno al
Monte Armarolo
e al
Bosco del Poi
(Voltago, Digoman, Rivamonte, Tiser, Gosaldo, Forcella Aurine, Frassenè)
dovrebbero non farsi la guerra o ignorarsi ma far una strategia comune, allearsi, promuoversi insieme unendo sia le varie amministrazioni sia le varie associazioni di volontariato.
So che esiste una
Comunità Montana Agordina
....Qualcuno mi può dire cosa fa? Dove si può vedere il suo intervento? Io proprio non ci riesco... Addirittura tre paesini facenti parte dello stesso comune come Voltago, Digoman e Frassenè (neanche mille anime in tutto) vivono come fossero realtà totalmente a sè stanti, pure facendosi concorrenza.... Che senso ha tutto ciò?
Così come mi chiedo che senso abbia rimpiangere i fasti del passato (la piccola Cortina...) quando non si fa nulla per creare un presente e tanto meno un futuro.
Mi va benissimo dar la colpa alla regione, alla provincia, ma basta molto meno di quanto si possa pensare per dare nuova linfa a quei posti. La cosa essenziale è far vedere che lì ancora ci si crede ad uno sviluppo turistico, dare dei segnali di ottimismo agli abitanti, ai turisti, a chi ci passa per caso e soprattutto ad eventuali investitori (quanto bene farebbero dei ristoranti tipici, delle locande, maggiori servizi, impianti sportivi, alberghi???).
Il
bosco del Poi
ad esempio è una risorsa fondamentale: ripristinare i sentieri che lo attraversavano, indicarli, segnalarli, farne una cartina da distribuire e segnalare sulle vetrine delle varie pro-loco sarebbe un primo, ottimo passo. E costerebbe poco o nulla! Ad esempio io direi di organizzare delle giornate in cui, in compagnia, all'inizio della stagione estiva, si va per boschi a sistemare i vari sentieri, uno alla volta, in sinergia...
So che esistevano sentieri tra
Rivamonte
e
Digoman
, tra
Rivamonte
e
Frassenè
, tra
Forcella Aurine
e
Frassenè
, tra
Malga Agner di Dentro
e
Frassenè
, tra
Voltago
e
Frassenè
...questi sentieri in parte ancora si intravedono....vanno valorizzati!!!!!!!!!
Si potrebbe creare una festa ad hoc e tutti insieme si va e li si migliora. Altri posti lo fanno. Lo fanno a
Listolade
che è un buco di paese (vedasi
il suo bel sito internet
, semplicissimo ma ricco di informazioni utili e preziose)! Io mi auspico, spero, sogno, che
i vari amministratori di Rivamonte, Gosaldo, Voltago
si ritrovino assieme davanti ad un tavolo, meglio se col presidente della
comunità montana Agordina
(perchè anche Agordo, in primis, deve darsi una bella scossa)
per decidere delle mosse comuni quanto meno a livello di promozione turistica.
Ho visto che
Luca
è in contatto coi
Da Campo
(famiglia che gestisce, bene, uno dei pochissimi hotel della zona, sicuramente tra i pochi che si danno da fare attivamente e in prima persona...). Non so esattamente chi sia ad aver aperto questo prezioso
sito di Voltago
, se
Marco
o
Duilio
, ciò che conta è che sicuramente chi l'ha fatto crede nelle potenzialità di internet.
Ecco, a me piacerebbe che noi tutti, anche solo con una parolina
su Facebook
,
su quel sito
, o
su quello di Digoman di Luca
o
sui gruppi di Facebook
, facessimo capire che ci siamo, che siamo interessati, che dessimo peso a certi pensieri e certe speranze, in modo da alzare la nostra voce e poter andare assieme (anche solo virtualmente ma sapendo di rappresentare una forza non indifferente) di fronte a chi davvero in quei posti può decidere qualcosa (sindaci, amministratori locali, assessori, associazioni sportive o di volontariato locale, CAI di Agordo), meglio se presentando delle proposte, delle idee... Ma l'importante è intanto capire che a scrivere qui non siamo solo io, Luca, Marta, Duilio o pochi altri.... Più si è meglio è!!!! Basta anche solo un cenno, ma è fondamentale per partire!
FORZAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!
Ah, un'ultima cosa: come ho già detto in altri interventi, secondo me un grande problema di quei posti è non riuscire a far adeguata promozione alle manifestazioni lì organizzate. Fare una festa, una sagra, un ritrovo, senza segnalarlo da nessuna parte, senza fare manifesti, locandine, cartelli, frecce che ti ci portino, non seve a nulla. Se chi davvero dovrebbe pensare a questi aspetti non lo fa, facciamolo noi: 1 euro a testa, non ci vuole molto, un pò di voglia di fare, ma si fa! L'importante è appunto sapere in quanti siamo, sapere chi ci crede, chi ha tempo e modo di perder 5 minuti del suo tempo....
E altra cosa, ci vuole una maggiore attenzione verso il turista: son carinissime ma tante feste sembrano fatte solo ed esclusivamente per la realtà locale. La cosa va benissimo, ma se si vuole crescere ahimè non sempre basta...
E già che qui si parla di
forum da rifare
, ecco, io suggerirei di
farne uno non specifico di un singolo paesello ma di tutta la comunità che ruota attorno al bosco del Poi e che vive all'ombra del magnifico Agner
.
Sempre prontissimo a dare una mano, un contributo o un suggerimento, cordiali saluti a tutti.
Giulio Fecchio
«
Last Edit: Novembre 22, 2009, 10:59:27 by Luigi Bertuzzi
»
Logged
Provare per credere
Luigi Bertuzzi
Forum Test
Administrator
Newbie
Posts: 43
e-nonno Luigi
Benvenuto anche a Giulio :-)
«
Reply #1 on:
Novembre 15, 2009, 12:21:39 »
Mer, 2009/11/04 - 15:55 — e-nonno luigi ha scritto, nella vecchia prova di Forum:
Ciao
Giulio!
Nonstante la gestione di
questo "abbozzo di Fourm"
sia fuori controllo .. sono strafelice di leggere il tuo commento, qui e sul blog di Luca, a proposito di
Internet salverà le montagne?
. L'ho citato anche nei commenti a
Ciaspole e Web a Voltago Agordino
.
Sabato sera, nella sala parocchiale di Voltago, ci sarà una serata dedicata alla Cultura Ladina ....
... vado a vedere se, durante il rinfresco che seguirà, si trova il modo avviare una conversazione su
questa inizativa di Marco Da Campo
, che sto cercando di aiutare "come posso".
Ho trasferito parte dei commenti del vecchio forum su
un forum di questo tipo
: una prova di forum più facile da gestire .. l'importante però è che adesso,
prima di decidere se la prova va bene o è da cambiare
, si riesca a fare un incontro tra persone motivate dalle considerazioni che tu e Luca avete proposto.
Quasi quasi comincio a sentirmi ottimista :-) .. un giorno si .. e un giorno no .. come uno dei sindaci di Digoman
Luigi
Logged
Provare per credere
Giulio Fecchio
Newbie
Posts: 4
Re:INTERNET PER SALVARE LE MONTAGNE .. e non solo; COME?
«
Reply #2 on:
Novembre 18, 2009, 04:04:40 »
Eccomi qui!
Salve Luigi, innanzitutto complimenti vivissimi per gli sforzi che stai facendo e la passione che ci metti. Mi auguro, ma ne sono convintissimo, che tutto questo, col tempo, porti i suoi frutti!
A proposito invece del soggetto di questo post, ovvero l'uso di internet per salvare le montagne, l'idea nasceva da un articolo comparso su "Avvenire" (lo si può trovare qui:
http://predazzo.blogolandia.it/2009/05/25/internet-salvera-la-montagna-le-giovani-famiglie-ritornano-in-montagna/
), in cui si sostiene che si stia assistendo negli ultimi anni ad un ritorno alla montagna che fa guardare al futuro con ottimismo: un discreto numero di persone, per lo più giovani, torna a trasferirsi in montagna in quanto trovano condizioni di vita più salubri, ritmi meno stressanti lontano dalla città, ma soprattutto, grazie alle nuove tecnologie e alla rete, non vengono a mancare nemmeno a 2000 metri le condizioni per svolgere, supervisionare, controllare alcune forme di business. Così dice l'articolo:" i nuovi «montanari» navigano in internet e abitano baite supertecnologiche a impatto zero. Sono soprattutto giovani famiglie che, lasciato il lavoro in città, vanno a vivere nelle “terre alte”: da bancari a pastori. Più frequentemente si tratta di ritorni al paese dei genitori o dei nonni, ma è in crescita anche una forma di neoruralismo, per nulla romantico ma molto concreto e fondato su basi di tornaconto economico. La crisi di oggi – spiega l’autore dell’articolo – è provocata dal fatto che l’economia globalizzata non tiene conto del principio di territoralità, ma veicola un modello planetario regolato dalle categorie della quantità e non della qualità. Invece, la vita in montagna non può prescindere dalla qualità e, anche per questa ragione, le nuove tecnologie, ecocompatibili e pulite, il terziario avanzato, il turismo leggero rappresentano le nuove potenzialità sulle quali la gente di montagna deve lavorare" Purtroppo non vengono forniti dati numerici di questo ritorno alla montagna e non si dice dove ciò si stia verificando. Viene facile pensare che la cosa accada per lo più in Trentino-Alto Adige dove, per tanti motivi, hanno più risorse, hanno più soldi, ma hanno anche una maggiore propensione all'uso delle tecnologie, a pensare al futuro e a trovare giorno per giorno nuove forme di sostenibilità in grado di mantenere vive zone montane altrimenti disagiate. Ciò che penso io è che, però, non sia tanto una questione di denaro, quanto di mentalità. Con questo intendo dire che non solo le zone montane "ricche" possono trarre vantaggio dall'utilizzo delle nuove tecnologie, quanto e ancor più le zone che devono fare i conti con un ambiente difficile e precario,non investite dal turismo o con un turismo fatto di pochissime settimane all'anno, o le zone più isolate da un punto di vista stradale dai traffici principali ma pur sempre vicinissime, grazie ad internet, al mondo intero. In altre parole, le nuove tecnogie potrebbero essere un utilissimo strumento ma soprattutto una preziosa opportunità anche per molte località del basso agordino, vedasi le varie minuscole frazioncine sparse di Rivamonte e Gosaldo, ma anche le stesse Voltago, Frassenè, Gosaldo, La Valle e aggiungerei pure Agordo che mi sembra totalmente slegata dal suo territorio o meglio vicina solo a Falcade, Alleghe ed Arabba quando invece la sua comunità montana dovrebbe interessarsi prevalentemente di quei posti che fan più fatica e che, tra l'altro, non han nulla da invidiare paesaggisticamente alle località più note. Non posso certo dire di conoscere a sufficienza questi luoghi, li frequento giusto da un anno, eppure la sensazione che spesso percepisco è di un certo immobilismo, dovuto forse ad un’idea di rassegnazione che la fa da padrone. Molti ricordano con nostalgia i tempi (parliamo di appena qualche decina di anni fa) in cui Frassenè, ad esempio, era nota come la piccola Cortina per via non solo delle bellezze naturalistiche ma anche di una fervida imprenditorialità alberghiera. Ora invece quasi ci si dimentica che quei posti possano avere turismo, le pro loco sono chiuse e abbandonate, tanti sentieri nei boschi un tempo ben segnalati e mantenuti ora sono mezzi scomparsi e le festicciole che si fanno sembrano fatte più per sé che per invogliare nuovi turisti ad andare. Mancano agriturismi, mancano esposizioni delle tradizioni locali (da altre parti, ad esempio, si sfrutterebbe tantissimo l’antica arte dei caregher, con feste specifiche, musei e negozietti artigiani che venderebbero le sedie fatte a mano a prezzi esorbitanti…), mancano ahimè attività agro-pastorali che mantegano vivo, curato, sano l’ambiente montano circostante. Sia chiaro che nel dir questo non voglio dare la colpa a nessuno, semplicemente io ritengo, dal mio personalissimo punto di vista, che il basso agordino abbia preso negli anni passati una direzione sbagliata pensando di poter abbandonare certe attività sicuramente dure e difficili per rivolgersi all’industria. Il che poteva anche funzionare. Ma non se si parla di UNA SOLA industria! I rischi sono molti, la crisi di oggi lo dimostra. E ho il sospetto che oggi molti recrimino alcune scelte passate… Però si può sempre ripartire, si può ancora cercare di dare una spinta a quei posti e tornare a valorizzare come si conviene gli innumerevoli aspetti che rendono Voltago e dintorni luoghi di grandissimo interesse perchè sono fermamente convinto che una adeguata forma di turismo possa divenire la risorsa principale della zona, capace di generare ricchezza e benessere. Internet in questo è per me, e credo tutti noi del forum, uno strumento dalle potenzialità immense. Bisogna solo usarlo bene, concentrare gli sforzi altrimenti può diventare esageratamente dispersivo, e coordinarlo ad attività reali incentrate sul territorio. Tanto per dire, nel mio piccolo su facebook ho parlato molto di Frassenè ed ho postato centinaia di foto di mie escursioni fatte nella zona, così come le ho inserite su Google Earth: ho ricevuto e continuo a ricevere(anche da molte persone a me sconosciute) commenti di ammirazione per la bellezza di posti incredibilmente a tutti sconosciuti nonostante siano vicinissimi e raggiungibilissimi. Già solo così posso dire che, grazie ad internet e senza aver speso un solo centesimo, almeno un centinaio di persone in più ora conosce Frassenè ed associa a questo nome l’idea di un bel posto di montagna, anzi, vi associa le Dolomiti. Perché anche lì mi sa che ci si dimentica che l’Agner, la Croda Granda, il San Sebastiano e il Tamer sono catene dolomitiche e sono semplicemente superbe! Lo dico perché penso che Agordo abbia perso forza, non abbia più voce in capitolo, ma forse anche non spinge e non vuole spingere per farsi promozione, peggio, no la sa proprio fare: è noto a tutti che le Dolomiti sono entrate a far parte del patrimonio universale protetto dall’UNESCO, ma pochi sanno che non tutte le Dolomiti sono state comprese, solo alcune e ovviamente, chissà perché, i monti che ho appena citato ne sono esclusi. Fan parte dell’Unesco le Pale di San Martino eppure, pur essendo l’Agner un gruppo delle Pale, è escluso dall’Unesco. Perché? E’ meno bello? Ha un valore inferiore? Ahimè, credo, questa zona manca della forza per sostenere la propria immagine e la propria valenza come dovrebbe, e questo è un peccato gravissimo. Una cosa vergognosa è che chi amministra quei luoghi non abbia capito, all’anno 2009, le potenzialità di internet, non abbia promosso un portale turistico, non abbia creato un sito internet per promuoversi. D’altra parte lì ognuno fa da sé, la comunità montana io non capisco di cosa si occupi, e ogni paesello non ha certo le risorse e le capacità per attrezzarsi adeguatamente a sfidare l’Alto Adige o altre mete che invece vanno avanti come treni e non perché son ricchi (far un sito non costa certo molto) ma perché lavorano assieme, stabiliscono strategie comunitarie, guardano avanti e sanno focalizzare i loro sforzi. Lavorano raggruppando località invece che separandole. Già espressi in altre discussioni la mia opinione: così come ad esempio, appena un po’ più in là, vi è lo Smart, un ente di promozione turistica che raggruppa la celebre San Martino con il Primiero, Passo Cereda, Vanoi, Val Canali, Castel San Bovo, anche qui sarebbe fondamentale che si organizzasse un ente turistico comune per tutto il basso Agordino che non può e non deve rassegnarsi ad essere la cenerentola delle Dolomiti o peggio (cosa che secondo me pensano in molti lì) un posto sfortunato che non ha nulla per competere con altre località più note. Quanto meno farebbero già bene a ragionare assieme, almeno da un punto di vista turistico, i vari paesi e le varie comunità attorno al Monte Armarolo ovvero Rivamonte, Tiser, Gosaldo, Forcella Aurine, Frassenè, Voltago, Digoman e le varie frazioncine più piccole. Da sole, lo dico e lo ribadirò in eterno, faranno pochissima strada. Ora il bravissimo Luigi ha creato questo forum, ospitato nel sito di Voltago dell’altrettanto bravo Marco Da Campo e spero che diventi un vero punto di incontro per tutti quelli che vivono e amano il basso agordino. Ma l’importante è che si capisca che è proprio la mentalità che va cambiata: avere gli strumenti giusti offerti dalle nuove tecnologie è solo un (ottimo) punto di partenza, ma se poi non vengono sfruttati, se non vengono usati, se si resta solo alla finestra a guardare, la montagna non solo non verrà salvata, ma rischierà di fare una brutta fine vittima dello spopolamento e dell’incuria. Ovvio che internet da sola non basta, ovvio che con il solo scrivere su un forum non si ottiene nulla, ma già sarebbe un utile modo per creare una comunità ampia che abbia poi voce in capitolo, per essere un luogo di scambio di idee, un aggregatore di iniziative, una bacheca per proposte, eventi, manifestazioni. Bisogna che si capisca che tutta questa zona ha notevoli potenzialità inespresse, bisogna mettere in luce quegli aspetti distintivi che nascono dalla propria storia, dai luoghi, dalle tradizioni locali, bisogna trovare(cito l’articolo di “Avvenire”) forme di neoruralismo fondato su modelli agro-silvo-pastorali di nicchia legati alla qualità dei prodotti e degli stili di vita che sono l’esatto contrario dell’economia globalizzata, rispetto alla quale la montagna sarà sempre perdente. Questo perché per posti dove non si può sciare o che sono fuori dai giri più noti è fondamentale al giorno d’oggi, per poter trarre guadagno dal turismo, fare proposte mirate, ben focalizzate, puntando tutto sulla valorizzazione di ciò che rende quei posti diversi dagli altri (tipo avere un piatto tipico, avere un prodotto artigianale locale, avere una leggenda legata al territorio). E il passo successivo è farsi una adeguata pubblicità. Internet è al giorno d’oggi il canale più immediato, più diffuso, pure più economico (ciò che conta sono le idee!): davvero non si può più pensare di prescindere da esso! Ciò che però conta più di tutto è la partecipazione di tutti: turisti, residenti, nativi, amministratori, imprenditori locali, associazioni di volontariato locali, associazioni culturali, ristoratori, albergatori… Insomma, proprio di TUTTI!! Ecco, io davvero mi auguro che con questo forum, si riesca a smuovere un po’ le acque e a creare una ondata di entusiasmo e di coinvolgimento collettivo.
Un caro saluto a tutti.
Giulio
«
Last Edit: Novembre 18, 2009, 07:30:25 by Giulio Fecchio
»
Logged
ProLoco W-T
Newbie
Posts: 9
Prova di Pro-Loco Web-Territorio
Re:INTERNET PER SALVARE LE MONTAGNE .. e non solo; COME?
«
Reply #3 on:
Novembre 18, 2009, 11:33:07 »
Facciamo finta che i primi commenti, a questo intervento di Giulio, possano arrivare da una nuova idea di Pro Loco?
Immaginiamo che ci sia un interesse locale a commentare, in particolare, queste sue osservazioni ..
Quote from: Giulio Fecchio on Novembre 18, 2009, 04:04:40
… Però si può sempre ripartire, si può ancora cercare di dare una spinta a quei posti e tornare a valorizzare come si conviene gli innumerevoli aspetti che rendono Voltago e dintorni luoghi di grandissimo interesse perchè sono fermamente convinto che una adeguata forma di turismo possa divenire la risorsa principale della zona, capace di generare ricchezza e benessere.
Internet in questo è per me, e credo per tutti noi del forum, uno strumento dalle potenzialità immense. Bisogna solo usarlo bene, concentrare gli sforzi altrimenti può diventare esageratamente dispersivo, e coordinarlo ad attività reali incentrate sul territorio.
Tanto per dire, nel mio piccolo su facebook ho parlato molto di Frassenè ed ho postato centinaia di foto di mie escursioni fatte nella zona, così come le ho inserite su Google Earth: ho ricevuto e continuo a ricevere(anche da molte persone a me sconosciute) commenti di ammirazione per la bellezza di posti incredibilmente a tutti sconosciuti nonostante siano vicinissimi e raggiungibilissimi.
Già solo così ... grazie ad internet e senza aver speso un solo centesimo, almeno un centinaio di persone in più ora conosce Frassenè ed associa a questo nome l’idea di un bel posto di montagna, anzi, vi associa le Dolomiti.
Perché anche lì mi sa che ci si dimentica che l’Agner, la Croda Granda, il San Sebastiano e il Tamer sono catene dolomitiche e sono semplicemente superbe! Lo dico perché penso che Agordo abbia perso forza, non abbia più voce in capitolo, ma forse anche non spinge e non vuole spingere per farsi promozione, peggio, no la sa proprio fare: è noto a tutti che le Dolomiti sono entrate a far parte del patrimonio universale protetto dall’UNESCO, ma pochi sanno che non tutte le Dolomiti sono state comprese, solo alcune e ovviamente, chissà perché, i monti che ho appena citato ne sono esclusi. Fan parte dell’Unesco le Pale di San Martino eppure, pur essendo l’Agner un gruppo delle Pale, è escluso dall’Unesco. Perché? E’ meno bello? Ha un valore inferiore?
Ahimè, credo, questa zona manca della forza per sostenere la propria immagine e la propria valenza come dovrebbe, e questo è un peccato gravissimo. Una cosa vergognosa è che chi amministra quei luoghi non abbia capito, all’anno 2009, le potenzialità di internet, non abbia promosso un portale turistico, non abbia creato un sito internet per promuoversi. ...
.... l’importante è che si capisca che è proprio la mentalità che va cambiata: avere gli strumenti giusti offerti dalle nuove tecnologie è solo un (ottimo) punto di partenza, ma se poi non vengono sfruttati, se non vengono usati, se si resta solo alla finestra a guardare, la montagna non solo non verrà salvata, ma rischierà di fare una brutta fine vittima dello spopolamento e dell’incuria.
Ovvio che internet da sola non basta, ovvio che con il solo scrivere su un forum non si ottiene nulla, ma già sarebbe un utile modo per creare una comunità ampia che abbia poi voce in capitolo, per essere un luogo di scambio di idee, un aggregatore di iniziative, una bacheca per proposte, eventi, manifestazioni.
.... Internet è al giorno d’oggi il canale più immediato, più diffuso, pure più economico (ciò che conta sono le idee!): davvero non si può più pensare di prescindere da esso!
Ciò che però conta più di tutto è la partecipazione di tutti: turisti, residenti, nativi, amministratori, imprenditori locali, associazioni di volontariato locali, associazioni culturali, ristoratori, albergatori… Insomma, proprio di TUTTI!!
Ecco, io davvero mi auguro che con questo forum, si riesca a smuovere un po’ le acque e a creare una ondata di entusiasmo e di coinvolgimento collettivo.
Un caro saluto a tutti.
Giulio
Prima di commentare si potrebbe tener conto dei messaggi che compaiono nella discussione
PRO LOCO per .. FARE SISTEMA
.. che, oltre a nuove battute di dialogo, può contenere anche le eventuali modifiche introdotte ...
(ogni partecipante al Forum può rivedere e modificare i propri interventi)
per rendere la conversazione più chiara ed efficace.
«
Last Edit: Gennaio 03, 2010, 08:46:07 by ProLoco W-T
»
Logged
http://voltago.altervista.org/
Pages:
[
1
]
« precedente
successivo »
Jump to:
Please select a destination:
-----------------------------
Iniziativa Agordina per un'Interfaccia che Abilita l'Utente (W2WAI)
-----------------------------
=> ARGOMENTI e PROBLEMI di gestione di una Comunità Agordina Web/Territorio
=> Questo FORUM
=> Il CMS w2wai.net
=> Strumenti
=> Eventi
=> Luoghi
=> Persone
Caricamento in corso...